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le ciberarmi del futuro

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le ciberarmi del futuro

Messaggio Da Belgarath il Mar Mar 20, 2012 4:43 pm

MILANO - La prossima guerra americana potrebbe essere segnata dal ritorno all'uso della tecnologia ai massimi livelli. A rivelarlo è il «Washington Post» secondo il quale il Pentagono starebbe accelerando la creazione di una nuova generazione di armi cibernetiche» in grado di rendere inutilizzabili i sistemi informatici di comando e controllo del nemico senza che questi siano connessi ad internet e siano quindi, in apparenza, invulnerabili.
FINANZIAMENTI - L'obiettivo immediato potrebbe essere l'Iran e magari la Siria se l'Onu fornisse luce verde ad un intervento militare. Contro la Libia questo tipo di armi infatti non erano ancora disponibili e molti ritenevano che ci volesse almeno un anno perché si passasse dai prototipi alla produzione industriale. Ma i tempi adesso, pare potrebbero ridursi a qualche mese. Sarebbero infatti stati messi a frutto i 500 milioni di dollari di finanziamento (ma il bilancio complessivo del Pentagono per la ciberguerra ammonterà quest'anno a 3,4 miliardi di dollari) che il Congresso ha concesso lo scorso anno alla Darpa (la sigla sta per Defense advanced research projects agency) l'agenzia scientifica del Pentagono. «Noi dobbiamo essere in grado di avere delle armi cibernetiche utilizzabili sulla stessa scala e modalità di quelle convenzionali» aveva dichiarato il direttore della Darpa Kaigham J. Gabriel proprio al Congresso.

COME FUNZIONANO - Ma come dovrebbero funzionare queste future armi cibernetiche? Fino ad ora se un sistema informatico militare, ad esempio uno che gestiva la difesa aerea, non era connesso ad internet, l'unica strada per metterlo ko era quello di accedervi fisicamente con degli agenti segreti addestrati. Sistema pericoloso e spesso impossibile da attuare. Senza contare che spesso i differenti tipi di software utilizzati nel mondo rendevano difficile capire che tipo di programma era necessario per rendere inutilizzabili i macchinari nemici. Adesso invece la Darpa starebbe sperimentando una ciberarma in grado di inserire via radio degli speciali codici anche quando gli apparecchi da colpire sono offline o addirittura spenti. In pratica dei virus che potrebbero infettare il sistema informatico per distruggerlo o per permettere di prenderne il controllo. Opzione utilissima se si immagina ad esempio quanto sarebbe vantaggioso controllare la rete di radar del nemico, in caso si pensi di effettuare un bombardamento.

CIBERGUERRA - La ciberguerra che, fino a 10 anni fa era pura fantascienza, oggi è realtà. Basti pensare a Stuxnet il virus informatico che entrato nel sistema iraniano che controllava il funzionamento delle centrifughe nucleari ha ritardato di mesi lo sviluppo del programma nucleare iraniano. Un virus, Stuxnet, quasi sicuramente di origine militare anche se, ovviamente, non è stato ancora identificato con certezza il Paese in cui è stato progettato. Anche se i sospetti degli esperti gravano su Israele, nazione che, sempre secondo numerosi analisti militari, potrebbe aver utilizzato un ciberarma per accecare i radar siriani e distruggere una presunta installazione nucleare in Siria nel 2007.
Tuttavia anche se molti le indicano come gli strumenti d'attacco più importanti del prossimo futuro, le ciberarmi non sono però prive di controindicazioni. Gli attacchi se non mirati possono far danni oltre le intenzioni. Lanciare un virus informatico contro delle apparecchiature nascoste in città può provocare la distruzione dei sistemi informatici di un ospedale o degli apparecchi che garantiscono il funzionamento di una centrale elettrica. Insomma anche la guerra cibernetica può produrre i suoi danni collaterali.

Marco Letizia
20 marzo 2012 | 15:49
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